DOMENICO ORIFICI
E' nato a Sinagra nell'anno 1936, ha conseguito il diploma di abilitazione Magistrale al'Istituto San Luigi di Patti nell'anno scolastico 1955-1956. Iniziò subito la carriera di insegnante nella scuola primaria che concluse nel 1996. Conseguito il diploma, si iscrisse all'Istituto Superiore di Giornalismo a Palermo e inizio la collaborazione col Giornale di Sicilia che interruppe nel 1974 inseguito alla chiamata nell'amministrazione comunale di Sinagra. nel 1997 riprese la sua attività giornalistica con il Corriere del Mezzogioeno. dal 2001 collabora con la Gazzetta del Sud Nel 2010 su incarico del sindaco, per la Regione Siciliana, scrisse "La storia di Sinagra" vista attraverso i documenti". Questa è una parte integrante del libro "Sinagra e Martini La faglia e la Storia Nel 2015" pubblica "Cantu...sugnu sicilianu" raccolta di poesie in lingua siciliana nel 2016, da alle stampe San Leone e il beato Diego di Sinagra, tradizio0ni, storia e leggende
LUCIO PICCOLO
Barone Lucio Carlo Francesco Piccolo di Calanovella (Palermo, 27 ottobre 1901 – Capo d’Orlando, 26 maggio 1969) è stato un poeta, esoterista e musicologo italiano, che visse quasi sempre appartato: fino al 1932 a Palermo, quindi a Villa Piccolo, a Capo d’Orlando, dove si trasferì insieme alla madre e ai fratelli, alieno da ogni forma di mondanità. Talvolta si recava anche a Sinagra, dove possedeva una proprietà.
La sua poesia, decisamente isolata nel panorama letterario degli anni Cinquanta – Sessanta, in cui si scontravano l’ultimo neorealismo e la prima neoavanguardia, è caratterizzata da elencazioni e proliferazioni tipicamente barocche costituite da immagini dense e oniriche, dall’oscurità e dal simbolismo talora molto spinto, che sono tuttavia originalmente radicate nella realtà quotidiana attraverso un oggettivismo surreale e quasi crepuscolare. Il mondo siciliano, il suo mondo, è tuttavia quasi completamente assente dalla sua produzione letteraria e lo stesso lessico adottato è scevro di qualsiasi influsso dialettale.
MELO BALLATO
Melo Ballato nasce a Sinagra, precisamente in via Principe Amedeo che era il fulcro, per quei tempi, della vita socio-economica del paese in quella casa “A quattru sulara”, così da lui definita, che era una fucina di gente dedita da mattina a sera alla semplicità del lavoro. Di quella casa, di quell’epoca, della vita tra gli amici del suo quartiere, si porta dentro nella mente e nel cuore tutti i valori positivi che spesso riaffiorano nelle sue composizioni.
Si Laurea in “Filosofia” all’Università degli studi di Messina, verso la fine di quegli anni ’60 caratterizzati da un grande fervore culturale e dopo il matrimonio collaborerà con la moglie in Farmacia.
Da sempre appassionato di Folk e tradizioni e portato alla musicalità, pur non avendo mai studiato musica, si dedica alla canzone “cantastoriale”. Partecipa a varie edizioni del Festival della canzone Siculo-Calabro, organizzato dalla R.T.P. di Messina e presentato da Lillo Alessandro, vincendo con “Odissicula” l’edizione del 1991.
Qualche anno dopo, iscritto alla Società Italiana Autori Editori, partecipa a Catania come compositore al Festival Della Canzone Siciliana organizzato da Antenna Sicilia e con la canzone “Vogghiu turnari”(meglio conosciuta col titolo “Ritorno ai Nebrodi”) ottiene sul Giornale Di Sicilia Di Catania il massimo dei voti in una delle puntate festivaliere. Vanta una consistente produzione di lavori musico-dialettali che ogni anno scandiscono le tappe, ormai tante, del suo viaggio esistenziale.
Melo si ispira alla società che ci circonda, ai ricordi, al proprio paese con le sue bellezze e le insite problematiche, in un continuo e critico-dinamico raffronto tra due mondi, passato e presente, che tra loro si allontanano sempre di più. Si applica nel raccontare e “raccantare” la Sicilia e la “Sicilianità” nelle sue mille sfaccettature e contraddizioni. Canta Sinagra e la sua storia, i personaggi, l’arte dei suoi vicoli e delle case di pietra permeate di antichità e di tempo, anima e testimonianza della laboriosità e dell’estro dei nostri Padri. Canta il fiume, con le sue colorite vicende, fiore all’occhiello di un paese e un tempo anche sua fonte di sostentamento. Tratta temi sociali e politici, con amara ironia e tragico realismo. Canta le Chiese, i Santi della religiosa tradizione, risaltando ed esaltando “SANTU LIO”, il Santo Patrono che rappresenta l’essenza amalgamante di tutta una comunità. A Lui dedica parte della sua vena “poeticanticale” tramandandone la Sua vita, le leggende e la fede di chi crede nelle Sue Santifiche capacità di intercessione miracolosa.
Tutto questo va a comporre il suo vasto repertorio, fatto da più di 300 composizioni, parole e musica.
Con la modestia che lo ha sempre contraddistinto Melo concepisce come una sana terapia curativa per la mente e lo spirito il suo perpetuo fantasticare, un bisogno improrogabile di soddisfare quel senso di libertà che lo porta ad interiorizzare e a esternare le proprie idee e convinzioni.
Ha il merito di non essersi mai preso tanto sul serio, cosciente e consapevole dei propri limiti “S’à misuratu sempri cu’ so parmu”. Rimane il fatto che alcune delle sue canzoni sono diventate negli anni colonna sonora per l’intera comunità Sinagrese.
In “Io con le mie canzoni” si pone nei confronti della globalità culturale nei seguenti termini: “La cultura è come il mare, profondissima e infinita e noi con il nostro sapere siam solo gocce evaporate, siam solo dei soffi di vita di un universo sconosciuto,d’una galassia indecifrata…raggiunta mai, sempre agognata.”
La sua principale prerogativa è quella di credere nel valore grande dell’amicizia, nella gente, quella più umile e quindi più vera. Crede nel cammino l’uno a fianco all’altro, insieme, nella solidarietà d’un percorso vitale che in una unità d’intenti porti al bene comune.
“Intoneremo all’uguaglianza, contro qualsiasi egemonia, sperequazione o idolatria, scalini, scale e gerarchie. Intoneremo all’amicizia, la vera senza ipocrisia, a orecchio in sintosincronia. Intoneremo alla giustizia a tutto quello ch’è utopia, alla libertà, all’anarchia a chi verrà…a chi và via”.
Questo il suo credo!
FOGLIANI FRANCO
Franco Fogliani è laureato in Pedagogia, è cultore di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli studi di Messina;
E’ stato per anni Assessore alla Cultura e alla Pubblica Istruzione nel Comune di Sinagra (Messina);
E’ stato tra i fondatori del Premio Letterario Nazionale Beniamino Ioppol0/Lucio Piccolo;
Ha già pubblicato alcune opere.
Un saggio di Filosofia “Libertà e cultura nella prospettiva pedagogica di Jonh Dewey”, Luigi Pellegrini editore di Cosenza, nel 2012;
“Il miele e il fiele” Racco nti -YORICH Editore – Patti 2005;
Punto e a Capo” e il “Paradiso non è qui” – Commedie – Armenio Editore Brolo 2017;
“C’è sempre un filo…” – Poesie – Armenio Editore – Brolo 2021
CATERINA MATILDE FOGLIANI
Nata a Sinagra (ME) risiede a Castell’Umberto (ME).
Insegnante nelle Scuole Elementari, ha svolto la sua funzione per oltre quarant’anni. E’ attualmente in pensione.
Ha pubblicato diversi libri di poesie, soprattutto religiose, ottenendo significativi riconoscimenti.
Attraverso la poesia Ella intende comunicare amore, speranza e Fede
MARTINA NACITI
Martina Naciti, 1996 Patti (ME), è diplomata al liceo artistico di Capo d’Orlando. Appassionata d’arte nel tempo matura diverse esperienze in campo artistico costruendo e definendo abilità tra esperienza ed espressione, che sempre hanno permesso lo sviluppo della propria natura creativa. Questa Silloge è la sua opera prima.
MICHAELA PINTO
Michaela, classe 1999.
E’ sempre stata una sognatrice, un artista con dei libri in mano.
Dopo aver conseguito il diploma in Arti Figurative ha iniziato a studiare scrittura creativa e ad approcciarsi al mondo editoriale.
Questa è la sua prima pubblicazione:
Spiccia Leone, nato a Sinagra (Messina) il 26\8\1927. Conseguita la Maturità Classica a Patti (Messina), dopo due anni propedeutici all’Università di Messina, si è iscritto in Ingegneria al Politecnico di Torino dove, malgrado diversi anni di frequenza fuori corso, non ha conseguito la laurea.
E’ sposato dal 1959 e, da questa unione sono nate Nunzia e Silvia.
Il 25\5\55 è stato assunto alla Fiat Auto con la qualifica di operaio. Dopo tre anni è passato Al Servizio Produzione con la qualifica d’impiegato amministrativo. E’ stato posto in Cassa integrazione nel 1981 e prepensionato nel 1983.
Attività sociali: è stato, a Sinagra, vice presidente dell’Azione Cattolica Giovanile.
Ha partecipato, fino al 1960, alle attività della D.C, nel Movimento Lavoratori.
A Torino ha fatto parte della Commissione Diocesana della Pastorale della Malattia, che affrontava anche i temi dell’Assistenza Sociale, dando contributi di testimonianza ed idee anche per la Pastorale del Lavoro. Dopo uno sporadico avvicinamento alle attività sindacali fin dal 1944, a Messina, dal 1955 ha svolto attività sindacale attiva, a Torino, sempre da volontario.
E’ stato Responsabile Sindacale della Fiat Mirafiori per diversi anni, quindi membro di Commissione Interna, Delegato Sindacale, Segretario Provinciale organizzativo della Fed. It. Metalmeccanici e quindi Componente del Consiglio Generale della CISL e, in ultimo, del Direttivo della Federazione Pensionati CISL.
Contemporaneamente è stato tra i coordinatori del Comitato di Quartiere Mirafiori Sud-Ovest, ha fatto parte del Consiglio Direttivo dell’ANFFAS, e ha partecipato, attivamente alle attività del CSA, Coordinamento di Sanità e assistenza, per dieci anni.
E’ stato impegnato negli Organi Collegiali di due istituti scolastici, privilegiando, in questa attività, i temi riguardanti le persone disabili.
Nel 1987 ha fondato, con altri amici, la CONSULTA PER LE PERSONE IN DIFFICOLTA’ C.P.D., della quale, è stato Segretario Generale, tranne due anni durante i quali è stato Vice Segretario Generale. La C.P.D. è arrivata ad aggregare oltre cento Associazioni. La C.P.D. ha operato significativamente nella vita sociale di Torino e del Piemonte. Oltre a marcare la presenza nell’elaborazione di leggi e delibere, ha fatto stampare quattro volumi. Il primo: SPAZI SOCIALI, TORINO 2000, dedicato agli spazi che il Piano Regolatore di Torino deve riservare per le strutture socio assistenziali e sanitarie per le persone in difficoltà. Il secondo: BASTA VOLERE SI PUO’ ANCHE VOLARE, sugli ausili tecnologici per i disabili. Il terzo: REPERTORIO BIBLIOGRAFICO SULL’EMARGINAZIONE ED IL DISAGIO. Infine: CINEMA E PERSONE IN DIFFICOLTA’, Catalogo Filmografico sull’Handicap.
LEONE SPICCIA
FARANDA FRANCESCA
È conosciuta da tutti come Franca.
È nata a Sinagra, il 13/2/1958, e vi risiede ancora.
Sin da piccola amava tanto le poesie, così da ragazzina ha iniziato a scriverle.
Ha coltivato questa passione ispirata da stati d’animo, persone e paesaggi.
Oggi con orgoglio, ha raccolto queste poesie, completando il suo libro: Un cuore che si racconta.
ROSA MARIA MANGANO
È nata a Ficarra il 7 febbraio del 1957. Figlia di Rosario Mangano e Lina Paganino, scomparsi quando era ancora abbastanza giovane.
Ha conseguito il diploma di abilitazione magistrale all’istituto E. Scibilia di Capo d’Orlando nell’a.s. 1973/1974.
Ha iniziato subito la carriera di insegnante nella scuola primaria che ha concluso nel 2021 dopo 42 anni di servizio, in cui ha dimostrato professionalità, entusiasmo e amore per quella che ha sempre definito “l’arte di insegnare”.
Romantica sognatrice, innamorata della natura e della vita in ogni sua forma.
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