Sinagra possiede un piccolo Castello, situato su un promontorio roccioso, che domina l'intera parte inferiore del paese. Fu abitato da varie famiglie  tra cui i Branciforti, i Lancia, gli Afflitti, i Ventimiglia, gli Ioppolo,  l'ultima abitatrice fu Marianna Ioppolo, sposa al duca di Misterbianco. L'edificio a distanza di secoli, conserva ancora la Torre con l'orologio, buona parte delle mura perimetrali, e parte di un cortile. Il complesso edilizio viene completato dalla Chiesa di S. Antonio, con ogni probabilità di origine normanna, a navata unica la cui architettura è caratterizzata dagli spigoli esterni in pietra intagliata. Attualmente i cortili e la rotonda che circondano il castello rappresentano il luogo ideale per passeggiate romantiche, manifestazioni culturali, concerti musicali e serate danzanti.

La Chiesa Madre, dedicata a San Michele Arcangelo, è di epoca Ottocentesca. L'edificio Sacro presenta una pianta a croce latina con navata unica incrociata dal transetto; in stile dorico le colonne. Più volte nei secoli la Chiesa ha subito rilevanti danni. Dalle cronache del tempo si ricava che nel 1840, per volontà dell'arciprete Don Antonio Ficarra, la chiesa fu completamente restaurata. Una lapide posta sulla porta maggiore, ricorda che nel 1870, per iniziativa di Don Vincenzo Ioppolo, la matrice fu ridipinta, decorata con stucchi e marmi dotata di un maestoso organo a canne.

Oggi la chiesa custodisce gelosamente un prezioso trittico in marmo di Giacomo Gagini, datato 1542, collocato dietro l'altare maggiore, raffigurante gli apostoli nella parte inferiore, la Madonna della Catena, San Giovanni Evangelista e San Michele Arcangelo: al vertice la statua, di dimensioni contenute, ma molto espressiva dell'Eterno Padre, con il triangolo sul capo, il mappamondo nella mano sinistra e la destra benedicente. Da ammirare la statua marmorea della Madonna della Natività e  la statua lignea di San Leone Vescovo, patrono di Sinagra. Più antica è la Chiesa del Crocifisso, denominata Chiesa del Convento,  con l’annessa torre campanaria di età medievale; è un raro esempio di tempio a due navate con colonne in pietra lavorata, che risale al periodo tra la fine del 1400 e l'inizio del 1500. All’interno si trova una statua in marmo di Santa Caterina di scuola gaginesca e un un crocifisso ligneo forse del 1400, custodito in un artistico armadio a cassettone, decorato con bellissimi dipinti raffiguranti scene della Passione di Gesù. Altri due dipinti, San Giovanni e l’Addolorata, si rivelano aprendo le ante dell’armadio. Sul baldacchino sovrastante è dipinto il Padreterno e sei Angeli. Interessante è anche una tavola del 1600 raffigurante la Madonna e le anime del Purgatorio.

La Chiesa dell'Addolorata è una piccola struttura ad unica navata della seconda metà del XIX secolo. Ha raccolto le suppellettili della Chiesa madre, a causa delle alluvioni del 1827 e del 1837, che potrebbero aver risparmiato la zona bassa del paese in cui è ubicata la Chiesa dell'Addolorata di cui si tratta.

La Chiesa di Santa Maria è un antico rudere sito in contrada Mezzagosto che sembra appartenere, dagli elementi ancora leggibili, al periodo paleocristiano. Al suo interno è possibile apprezzare un Sarcofago in arenaria, unica ed importante testimonianza dell’arte e della cultura bizantina. Il manufatto presenta pianta regolare e coperchio a spiovente.

     

Sul fronte è intagliata una sequenza di cerchi con all’interno i simboli dei quattro evangelisti ed al centro l’Agnello Mistico. I cinque medaglioni sono collegati ad intreccio con orticoli ornati da una rosetta stilizzata. Secondo la tradizione si solevano riesumare, a scopo propiziatorio, le spoglie conservate nel sarcofago collocato a terra per favorire la pioggia nei periodi di siccità.

La Grotta del Beato Diego è situata sotto il castello, ai piedi della collinetta, dove si apre una piccola grotta naturale; qui si recava per trascorrere la notte il Beato Diego servo fratello dei Carmelitani e nativo di Sinagra. All'interno della grotta, sette palmi alta e sette lunga, egli, con le sue stesse mani, vi scavò un letto e un inginocchiatoio per potervisi ritirare a vita eremitica e servire il Signore con preghiere, digiuni e penitenze.